La siccità mette in ginocchio il comparto zootecnico

426

Anche il comparto della zootecnia in ginocchio per il forte stato di siccità della Sicilia, ed in particolare sui Nebrodi. Numerosi gli allevatori che hanno richiamato l’attenzione delle Istituzioni Locali sullo stato di crisi in cui versano le relative aziende. Una situazione che ha portato quindici sindaci del comprensorio, con in testa il primo cittadino di Floresta, Sebastiano Marzullo, a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Istanza inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro delle Politiche Agricole, al Ministro dell’Interno, al Presidente della Regione Sicilia, all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea e al dipartimento di Protezione Civile. “L’iniziativa – commenta Marzullo – ha avuto l’effetto di far attivare da parte della Regione le procedure di verifica nei Territorio interessati dove si sta registrando una situazione di emergenza per il sostentamento idrico degli animali a causa dell’esaurimento delle sorgenti acquifere che si registra fino alle quote più elevate. Lo stato critico per gli allevamenti riguarda anche la disponibilità di foraggio e di pascolo potendosi stimare una riduzione di oltre il 40%. Analoga situazione è sofferta dal comparto agricolo in forte sofferenza per la sostanziale riduzione della produzione degli ortaggi e danni alle colture da frutto. In tale settore particolarmente apprensione si coglie tra i produttori olivicoli che stanno assistendo al danneggiamento delle olive con una previsione di drastica perdita di prodotto e, quindi, di olio, dopo l’annata 2016 ricordata per la quasi assoluta assenza di produzione. Continueremo – conclude il sindaco di Floresta  – insieme ai colleghi dei Comuni del comprensorio, a portare avanti la battaglia per aver riconosciuto almeno lo stato di emergenza per una situazione ormai non più sostenibile con pesanti risvolti negativi anche per l’occupazione”.