Crisi idrica ad Acquedolci, l’opposizione chiede gli atti

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All’indomani del vertice dei sindaci, nel quale è stata formulata richiesta univoca del riconoscimento dello stato di calamità naturale, e sono state formalizzate una serie di istanze alla Regione, provenienti dal territorio dei Nebrodi per la soluzione della grave crisi idrica, ad Acquedolci si registra la presa di posizione del gruppo di opposizione “Acquedolci 2.0”. I consiglieri Salvatore Caputo, Giovanna Re, Maria Giambò ed Antonino Longo pur riconoscendo il “lodevole operato degli addetti comunali che si sono prodigati ben oltre le normali mansioni” e “l’efficace l’impegno di alcuni amministratori”, muovono alcune critiche alla giunta. “Scarsa chiarezza sulle scelte operate – si legge nella nota della minoranza –. Non comprendiamo l’ostilità alla nostra proposta di una commissione consiliare da supporto e consideriamo azzardata la mancata osservanza dei protocolli a tutela della salute pubblica”. “Nessuna polemica, anzi, riconosciamo l’impegno profuso – dichiara il capogruppo Salvatore Caputo –. L’allarme è per l’immissione di acqua non certificata nell’acquedotto comunale, nell’esclusivo interesse di cittadini e villeggianti. Sollecitiamo inoltre l’immediata creazione, come promesso, di punti di approvvigionamento diretto di acqua potabile  e la distribuzione agli esercizi commerciali”. I consiglieri hanno formalizzato una richiesta di accesso agli atti riguardo le procedure sanitarie ed i provvedimenti adottati dal Sindaco o ogni ulteriore atto inerente la questione idrica.