Città metropolitana di Messina, tutti contro il dissesto

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Cosa si nasconde dietro l’improvvisa accelerazione verso la dichiarazione del dissesto finanziario della Città metropolitana di Messina ? Sono in tanti a chiederselo a seguito dell’atto di indirizzo firmato dal Commissario Filippo Romano il 14 agosto. Una dichiarazione che annunciava la deriva della Città Metropolitana di Messina. Perché adesso ?  E perché senza aver prima attivato le procedure preventive del caso. Ed ancora, che legittimazione hanno due figure, il commissario dell’ex provincia ed un sindaco metropolitano, non eletti per tale ruolo ed al vertice di un ente rimasto nel limbo di una riforma mai compiuta e pronto ad un clamoroso dietrofront con il ritorno all’elezione diretta?  Ma soprattutto, quali effetti potrà avere questa decisione sui 108 comuni del comprensorio messinese? Sono tante le domande che si annidano e che in questi giorni vengono sollevate da più parti. Linea dura contro la proposta del dissesto è quella dei sindacati. “Dimenticando i 108 sindaci della Città Metropolitana – affermano il segretario provinciale della Cisl Fp Calogero Emanuele e il segretario aziendale Giovanni Coledi – con atto di indirizzo per altro non di sua competenza, il commissario Romano ha annunciato l’attivazione delle procedure. L’ipotesi di dissesto appare fuori luogo e intempestiva, considerata l’imminenza del rinnovo del Parlamento siciliano e del recente ripristino da parte dell’ARS delle norme sull’elezione diretta della Città Metropolitana”.  “Un atto incomprensibile – sostiene invece la Uil – . Comunicare una situazione di presunto dissesto, senza che sussistano atti formali certi definitivi determina solo confusione; si faccia chiarezza e trasparenza con dati ufficiali, e si pubblichino”.  Anche sul fronte politico le reazioni non si sono fatte attendere. “È il caso di fare rilevare che il Commissario prima di dichiarare il dissesto ha il dovere di predisporre il piano di riequilibrio, purtroppo il governo Crocetta sarà ricordato anche e soprattutto per aver distrutto le province, con la famosa legge spot, infatti non è diminuito alcun costo da 5 anni si pagano profumatamente i Commissari, mentre invece, sono stati compromessi tutti i servizi e oggi addirittura con una leggerezza che non è consentita si vuole provocare il dissesto”. E’ il commento della deputata regionale Bernardette Grasso, che ha presentato un’interrogazione in tal senso. Ancor più duro il Senatore Bruno Mancuso. “Un atto così grave come la dichiarazione di dissesto della Città metropolitana dovrebbe essere adottato da un organismo collegiale, viste le conseguenze pesantissime su tutti i 108 Comuni. Non credo possa essere deliberato, in un gioco delle parti pirandelliano, solo da due soggetti che svolgono il loro ruolo senza alcuna legittimazione né dei cittadini né dei territori”.