Lasciate le tragedie lontane dalle polemiche politiche

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Una foto di Luigi Di Maio che sceglie il mare di Capo d’Orlando per un selfie sottomarino è al centro di una polemica politica che non brilla certo per buon gusto.
Andiamo per ordine: tra la serata elettorale di Patti e quella successiva di Sant’Agata Militello, i vertici del Movimento 5 Stelle hanno scelto Capo d’Orlando per trascorrere la giornata del 10 agosto.
Immancabili, sui social, le foto a petto nudo di Alessandro Di Battista, diventate su Facebook e Twitter, terreno di scontro circa il buon gusto nel presentarsi in giro nei locali e, soprattutto una foto in cui Luigi Di Maio appare sott’acqua, in apnea, nel mare di Capo d’Orlando.
Questa mattina, intorno alla foto, si è però creato un vero caso.
A sollevarlo Roberto Buonasorte con un pezzo sul “Giornale d’Italia”, quotidiano de La Destra, diretto da Francesco Storace, orlandino di adozione. Un articolo dal titolo “Divertimento” in cui si affianca la foto di un barcone di immigrati che si ribalta e quella del politico campano.
“La cosa poi che lascia senza fiato- scrive Buonasorte poi nell’articolo dedicato ai 5 Stelle ed ai comizi di Di Maio in Sicilia-  è che quella foto l’hanno fatta a Capo D’Orlando, la città turistica del messinese che è ancora sotto shock perché pochi giorni prima una ragazzina di 14 anni è deceduta dopo essere scivolata sugli scogli. E mentre Capo D’Orlando, ancora incredula, piange la ragazza morta, Di Maio e Cancelleri giocano, sulle stesse spiagge, a fare i piccoli sub”.
Il collegamento alla tragedia di domenica scorsa, al pari dell’immagine di immigrati che finiscono in mare, non brilla per buon gusto e sembra una strumentalizzazione che lascia molto perplessi.
Ormai da anni (e su questo non sono esenti neppure i siti ed i giornali vicini al movimento 5 Stelle) la battaglia politica sposta sempre un po’ il limite del rispetto e della decenza.
Fermarsi a riflettere, anche perché come in questo caso si gioca con un dramma che ha colpito una intera comunità, sarebbe importante. Per non essere travolti.

Sergio Granata