Orlandina, arriva la guardia Mirza Alibegović

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Mentre si avvicina la data del ritiro precampionato, con giocatori e staff tecnico che si raduneranno mercoledì prossimo, 16 agosto, per partire alla volta del restor Borgo Abacena di Tripi, arriva oggi l’ufficializzazione della firma della guardia Mirza Alibegović.

Figlio d’arte, suo padre Teoman ha avuto una lunga carriera in Italia ed è stato nel giro della nazionale slovena. Mirza è italiano a tutti gli effetti ed è la penultima pedina del roster dell’Orlandina Basket.

1 metro e 95, classe 1992, Alibegovic proviene dalla Fiat Torino, dove, nell’ultima stagione ha realizzato 7,8 punti di media con il 50% al tiro da due, il 32% da tre e il 71% dalla lunetta, in 21 minuti e mezzo di utilizzo medio. Per lui 11 gare in doppia cifra, bottino notevole partendo dalla panchina, con un high di 17 nella vittoria interna sulla Pasta Reggia Caserta.
Nel 2016, Mirza Alibegović ha contribuito alla promozione in Serie A PosteMobile della Leonessa Brescia, disputando un campionato di Serie A2 di altissimo livello con 11 punti, 3 rimbalzi e 1 assist in 28 minuti di media.

Quasi completo dunque il roster che sarà a disposizione di Coach Di Carlo già dalla prossima settimana, con i playmaker Gary Talton, Mario Ihring e Giorgio Galipò, le guardie Justin Edwards e Mirza Alibegovic, le ali Arnoldas Kulboka, Arturs Strautins, Vojislav Stojanovic e Damien Inglis e i lunghi Jakub Wojciechowski e Andrea Donda.

Giuseppe Sindoni (Direttore Sportivo Orlandina Basket): “Ci aspetta una stagione molto impegnativa, vista la doppia competizione che affronteremo. Per questo abbiamo bisogno di talento diffuso, di tanti giocatori capaci di dire la loro anche dal punto di vista realizzativo. Crediamo che l’innesto di Mirza vada in questa direzione: è un giocatore emergente, che ha già fatto molto bene al suo primo anno con tanti minuti in Serie A in squadra che ha lottato per un posto playoff e pensiamo che il suo modo di stare in campo si sposi molto bene con la passione e con il calore della gente di Capo d’Orlando”.