Agro pastorale e zootecnica sui Nebrodi. La Dia fotografa i nuovi affari della criminalità organizzata

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Gli interessi sulla vocazione agro pastorale dell’entroterra dei Nebrodi e lo sfruttamento delle risorse naturali del comparto zootecnico sono divenuti a pieno titolo alcuni dei tratti distintivi della criminalità organizzata siciliana. A dirlo è la Direzione investigativa antimafia che ha proposto la sua consueta relazione semestrale, illustrata dal Ministro dell’Interno al parlamento. La fotografia delle attività antimafia nel secondo semestre del 2016, infatti, propone la mafia nebrodiea come una delle consorterie criminali siciliane balzate maggiormente all’attenzione nella seconda parte dell’anno scorso, soprattutto in relazione ai fatti connessi con l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. “È noto – si legge nella relazione – come la vocazione agro-pastorale dell’area abbia polarizzato gran parte degli interessi dei sodalizi che, nel tempo, avrebbero messo a punto un complesso sistema fraudolento per intercettare indebitamente fondi pubblici”. Confermato quindi il riconoscimento dell’azione di contrasto, già espresso nella relazione del primo semestre, posta in essere attraverso il protocollo di legalità dei Nebrodi poi esteso a tutta la Regione. Un altro passaggio della relazione è dedicato agli interessi della criminalità sugli affari illeciti del comparto zootecnico. “La propensione ad usurpare le risorse ambientali – sottolinea la Dia – è emersa anche in esito a puntuali verifiche da parte della Polizia di Stato”. Il riferimento è all’operazione Gamma Interferon, condotta a Dicembre dal commissariato di Sant’Agata Militello, che ha fatto luce su un’associazione per delinquere finalizzata al furto, alla macellazione clandestina, con la complicità di alcuni veterinari. Riguardo alla fascia tirrenica, invece, il secondo semestre 2016 ha confermato, secondo la direzione investigativa antimafia, l’egemonia del sodalizio mafioso dei “barcellonesi”, caratterizzato però da una  forte rivalità interna, per gli effetti delle collaborazioni e dell’efficace attività di contrasto. “Privata dei suoi esponenti di vertice, l’organizzazione barcellonese, in particolare, sembrerebbe aver in parte perso il suo ruolo di primazia tra i gruppi criminali della fascia tirrenica.  Le sue attività criminali – secondo gl’investigatori – condotte da giovani leve spregiudicate, sarebbero per lo più finalizzate al sostentamento dei numerosi affiliati in carcere”.