Migranti, j’accuse di Castrovinci: “Regione inadempiente da anni. A chi giova l’emergenza?”

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“I Sindaci sembrano rivelarsi vittime di un’inerzia assoluta della Regione che, evidentemente, dal 2012 ad oggi, ha preferito gestire l’emergenza, piuttosto che regolamentarla!”. E’ l’accusa che il sindaco di Torrenova, Salvatore Castrovinci, rivolge alla Regione Siciliana, inadempiente a suo giudizio sul piano nazionale dell’accoglienza sollecitato dal Ministero. “Oggi più che mai – scrive Castrovinci –  ritengo che l’iniziativa intrapresa da noi Sindaci, al fine di sollevare perplessità e rimostranze nei confronti di un sistema irrazionale di accoglienza dei migranti nei propri territori, trovava una legittimazione e una propria ragion d’essere in qualcosa che sembrava mancare nell’assetto finora portato avanti. Nel Piano di Accoglienza del 2016 – sottolinea Castrovinci – il Ministero dell’Interno indica come di particolare interesse “per il buon esito del sistema integrato di accoglienza territo­riale, le esperienze di alcune regioni che hanno supportato il lavoro dei Tavoli regionali con incontri periodici fra gli enti locali per condividere e programmare gli interventi di accoglienza. Bene, se in Sicilia sia stato o meno avviato questo percorso virtuoso non è dato saperlo!!!! Oppure, probabilmente, sinora noi Sindaci non eravamo stati mai per tempo invitati a questi incontri periodici auspicati dal Ministero! Ma, cosa ancora più grave, leggendo il Piano di Accoglienza 2016 apprendo che “in piena coerenza con il quadro nazionale, alla data del 31 dicembre 2015 sei regioni – Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte e Toscana – hanno dato sistematicità organizzativa ed istituzionale agli interventi di accoglienza ed integrazione tramite protocolli d’intesa o piani di programmazione territoriale. Ad oggi, a quanto mi risulta, le Regioni virtuose sono diventate TUTTE, o quasi. Tutte le Regioni d’Italia hanno legiferato in materia dotandosi di leggi che promuovessero in maniera seria e sostenibile l’accoglienza e, addirittura, la maggioranza delle Regioni d’Italia si è dotata anche di Piani integrati regionali in materia di accoglienza. Quindi, bene abbiamo fatto a seguire questa strada! Responsabilmente siamo riusciti a proporre un modo di fare accoglienza che il Prefetto ha definito come “modello da esportare in tutto il territorio. Oggi mi chiedo come mai alla Regione Sicilia è dato rinvenire solo un disegno di legge in materia di immigrazione che giace in Commissione dal 2015 e sto cercando di capire a quale forza politica o esterna convenga gestire l’accoglienza sempre e soltanto in emergenza e con profitti da capogiro!”