Diffamazione su Facebook, assolta

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Libertà di espressione e difesa della reputazione delle persone su Facebook. Questo l’oggetto di un processo che si è svolto di recente al tribunale di Patti, conclusosi con l’assoluzione, perché il fatto non sussiste, di una donna di Patti di 54 anni. La sentenza è stata disposta dal giudice monocratico, Eleonora Vona; la donna doveva rispondere di diffamazione a mezzo Facebook e di minacce. I fatti risalgono al febbraio e aprile 2014 quando la donna pubblicò sul profilo Facebook di un’altra donna, originaria di Sinagra, di 56 anni, frasi ritenute diffamatorie e minacciose tanto da presentare due querele. Il giudice, disponendo l’assoluzione, ha accolto in toto la tesi difensiva dell’avvocato Giacomo Prinzi, difensore della imputata, affrontando la delicata questione dell’utilizzo del mezzo facebook con i contrapposti interessi della libertà di espressione e della difesa della reputazione delle persone. Il principio indicato nella sentenza e che chi utilizza facebook o un qualsiasi altro social network accetta il rischio che può derivare dallo stesso, essendo consapevole delle “esondazioni dei contenuti”  che ne possono derivare. In ogni caso rimane sempre non accettabile la condotta di chi pubblica contenuti che, in termini assoluti, ledono l’immagine dei soggetti coinvolti, tanto che esiste uno specifico indirizzo a cui segnalare eventuali abusi. Nella sentenza è stato evidenziato il principio innovativo della “desensibilizzazione oggettiva” dei messaggi, cioè la sostanziale non identificabilità di chi scrive, l’immediatezza e la diffusività, fanno si che quanto scritto, non abbia alcuna limitazione né di contenuto, né di forma. L’avvocato Prinzi, ha evidenziato come oggi una maggiore  aggressività e disinvoltura del linguaggio è socialmente accettata, essendo mutata la coscienza sociale.