Omicidio Bruno, la Cassazione conferma la condanna di Oriti

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La prima sezione penale della Corte di Cassazione, rigettando i ricorsi della difesa, ha confermato la sentenza d’appello a Ventiquattro anni e tre mesi di reclusione nei confronti di Sebastian Oriti, il ventunenne di Rocca di Capri Leone che la mattina del 11 febbraio 2013 ha accoltellato, uccidendolo, il ventiquattrenne Andrea Bruno. Lo scorso Gennaio la corte d’appello di Messina aveva riformato la sentenza all’ergastolo inflitta dai giudici di primo grado, non riconoscendo la premeditazione. Rigettato dalla Cassazione il ricorso degli avvocati della difesa, Decimo Lo Presti e Gaetano Pecorella, che propendevano per l’omicidio preterintenzionale. Respinta allo stesso modo dalla Suprema Corte l’impugnazione proposta dalla parte civile, rappresentata dall’avvocato Pippo Mancuso, e recepita dal PG sul riconoscimento della premeditazione.I fatti avvennero l’11 febbraio del 2013, a Rocca di Capri Leone, durante il periodo delle manifestazioni per il Carnevale. I due giovani, in lite per una ragazza
contesa, da giorni si scambiavano screzi tramite i rispettivi profili Facebook. La lite, sfociò quindi, in una rissa la Domenica di Carnevale, nella palestra delle scuole di Rocca, dove si teneva una serata danzante. Sebastian Oriti ed Andrea Bruno si affrontarono, senza però andare oltre qualche spintone. Poche ore dopo, però, il dramma. Oriti la mattina seguente si appostò all’incrocio tra via Italia e via Europa, nei pressi della chiesa Maria Santissima del Tindari e proprio di fronte l’abitazione di Andrea Bruno. Uscito di casa, il giovane meccanico trovò quindi il rivale ad attenderlo, ricevendo , come confermato dall’autopsia, cinque coltellate al torace ed alla regione addominale. Andrea Bruno riuscì a trascinarsi fino nell’androne della propria palazzina dove venne soccorso da alcuni vicini, e trasferito in ambulanza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove, morì poco dopo.