Rischio prescrizione nel processo per le “lasagne killer”?

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E’ stato assegnato a nuovo giudice del tribunale di Patti il processo per quelle che, all’epoca dei fatti, era il 10 agosto 2010, furono definite “lasagne killer”, perché avrebbero causato la morte di Grazia Marino, 74 anni, di Messina, che, in quei giorni, era in vacanza a Falcone. Nel corso della precedente udienza, i difensori delle quattro parti civili, gli avvocati, Bonaventura Candido, Elena Florio, Elena Montalbano e Leo Decembrino, avevano chiesto che il processo potesse continuare con il giudice, Sandro Potestio; si era già infatti proceduto a sentire i testi del pm e alcuni delle parti civili e c’era il rischio che potesse prescriversi il reato. E’ stato di diverso avviso il presidente del tribunale, visti gli impegni del dottor Potestio, che ha assegnato il processo ad un nuovo giudice, Maria Luisa Gullino e dunque dovrà ripartire il dibattimento, iniziando nuovamente con i testi del pm. La vicenda giudiziaria riguarda la morte di Grazia Marino, che sarebbe stata intossicata dalle lasagne contaminate da salmonellosi vendute in una rosticceria di Falcone; la donna poi è morta per i presunti ritardi che si sarebbero verificati nella fase dei soccorsi prestati dal 118. Sono imputati in questo processo il titolare della rosticceria, Edoardo Recupero, 54 anni, di Falcone e il medico del servizio di emergenza del 118 del presidio territoriale di Falcone, Santa Fiorello, 57 anni di Milazzo. Devono rispondere di omicidio colposo. Il legale di Eduardo Recupero, l’avvocato, Nino Favazzo, ribadì all’epoca dei fatti che non vi fosse la prova che la morte sarebbe stata causata dalle lasagne; i difensori del medico del 118, gli avvocati, Fabrizio Formica e Francesca Minasi, sostennero che, pur presente l’intossicazione, non vi era in atto alcuna emergenza, che si concretizzò dopo circa quattro ore dalla richiesta del primo intervento.