Gioiosa Marea, le polemiche dopo l’ordinanza

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In tempi di campagna elettorale si accendono gli animi a Gioiosa Marea, dopo l’ordinanza con cui il primo cittadino, Eduardo Spinella, ha disposto il divieto di accesso a veicoli e pedoni nell’arenile di capo Calavà, a seguito delle violente mareggiate dei primi di gennaio e del 7 e 8 marzo scorsi. Ad intervenire con toni duri sulla vicenda dell’erosione di questa importante zona costiera è Teodoro Lamonica, in lizza come candidato a sindaco per le prossime amministrative di Gioiosa.

«Paghiamo il prezzo di una gestione passata sbagliata – afferma Lamonica – e il mancato intervento di ripascimento sulla zona che va da Gioiosa Marea a San Giorgio ci porta al disastro. La località turistica per eccellenza di Gioiosa, la zona di Capo Calavà, importante per la presenza dei villaggi, oggi vede la sua spiaggia non raggiungibile: siamo arrivati al paradosso!».

Teodoro Lamonica – che non discute sull’ordinanza, ritendendola un atto dovuto – chiama in causa anche l’assessorato regionale e le amministrazioni dell’ultimo decennio.

«Da molti anni – spiega – abbiamo depositato e chiuso nel cassetto il progetto di massima per la zona di capo Calavà e a tutt’oggi non abbiamo notizie. Apprendiamo che nel “Patto per il Sud” è previsto un intervento nella zona di capo Skino senza che ci sia traccia di un progetto, mentre quello definitivo della zona di San Giorgio, per la località Brigantino, è fermo e le responsabilità sono di chi in questi anni non è intervenuto in modo deciso per il bene del paese. Altro che avvio della primavera – ironizza poi amaramente – questo è inverno fitto, è notte buia per Gioiosa Marea».

E tornando infine sulla questione di capo Calavà, Lamonica ammonisce: «È tempo di trovare soluzioni immediate per quel tratto di spiaggia perché la stagione turistica è alle porte e non ci si può permettere di vedere annullate prenotazioni e perdita di posti di lavoro».

All’estate manca ancora qualche mese, ma il clima elettorale a Gioiosa si sta già facendo caldo.