Mafia dei terreni, il blitz della Dda sui Nebrodi. Intimidazioni ai proprietari e rapporti tra clan

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Sono tutti nomi già finiti al centro di numerose informative delle forze dell’ordine sui Nebrodi, quelli coinvolti nel blitz condotto dai Carabinieri del Ros di Catania, insieme ai militari del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Santo Stefano Camastra, che ha portato al fermo di nove persone tra Cesarò, Bronte e Catania. Nell’inchiesta, coordinata dalla Dda della Procura etnea,  anche i presunti capi dei gruppi mafiosi di Cesarò e Bronte, Giovanni Pruiti e Salvatore Catania. Al centro delle indagini , la violazione del cosiddetto ‘protocollo Antoci’.  Minacce e aggressioni messe in atto gli esponenti dei clan nei confronti di allevatori e contadini, costretti a cedere i terreni di loro proprietà per potere così accedere ai contributi per l’agricoltura dell’Unione europea senza la certificazione antimafia. La presenza di Pruiti e Triscari confermerebbe dunque i forti legami che intercorrono tra le famiglie operanti nel controllo dei territorio dei Nebrodi, anello di congiunzione tra le provincie di Messina, Enna e Catania. Entrambi risultano infatti strettamente connessi alla gestione di vastissimi appezzamenti di terreno rurale, appartenenti all’azienda Silvo Pastorale di Troina, in territorio di Cesarò. Inoltre tra Turi Catania e Pruiti ci sarebbe un rapporto ormai consolidato nel tempo, tant’è che anni addietro lo stesso Catania scontò la pena detentiva agli arresti domiciliari in un’abitazione di Cesarò messa a disposizione dallo stesso Pruiti.  L’indagine ha quindi avuto un’accelerazione con i fermi per il rischio di gravi intimidazioni o violenze nei confronti delle vittime.  “Sono contento che il  percorso di legalità e sviluppo che stiamo portando avanti continui e  che stiamo liberando la Sicilia da un malaffare che durava da anni e che toglieva dignità agli agricoltori ed allevatori onesti”. E’ questo il commento del Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. “Ringrazio particolarmente i Carabinieri e la DDA di Catania  che continuano  a dimostrare impegno, responsabilità e dedizione. Il 23 febbraio – conclude Antoci – sarò a Roma alla Camera dei Deputati per presenziare alla presentazione della Legge che di fatto  allarga il Protocollo di Legalità a tutta Italia facendolo  definitivamente diventare Legge dello Stato”