Morte Letterio Repici, le precisazioni dell’Inail

294

Non ogni patologia, anche se particolarmente aggressiva, può essere riconosciuta quale malattia professionale in senso generale e specificatamente riferibile ad esposizione di amianto. La normativa vigente prevede infatti un accertamento rigoroso diretto a verificare la presenza dei requisiti amministrativi e sanitari. Queste le precisazioni del direttore dell’Inail di Messina e Milazzo, Diana Artuso,  in merito alla vicenda della morte di Letterio Repici e alle considerazioni del “comitato permanente esposti amianto ed ambiente”, che aveva giudicato le decisioni sul caso da parte dell’Inail come abnormi e discriminatorie. L’Inail, esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia Repici, ha ricordato anche come il lavoratore avesse presentato cinque distinte istanze di riconoscimento della malattia professionale, di cui quattro non accolte. Pur avendo Repici ricevuto regolare avviso di invito a visita, ha precisato ancora l’Inail, alla data prevista non si presentò, né pervenne alcuna richiesta di visita domiciliare. L’Inail infine ha ribadito di essere stata sempre disponibile al dialogo con il “comitato permanente esposti amianto ed ambiente”.