Mobilità in deroga per le lavoratrici “ex Castello”ed “ex Ite”

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Ora è ufficiale. Le mobilita’ in deroga 2014, tanto attese da 80 lavoratori dell’area dei Nebrodi, stanno per essere liquidate. Un sospiro di sollievo per 80 famiglie anche se i soldi non potranno compensare un lavoro mai piu’ trovato, soprattutto per le donne lavoratrici della ex Castello ed ex Ite, aziende del settore tessile nell’area dei Nebrodi.
Si chiude così un percorso ad ostacoli partito nel 2014, anno di presentazione delle domande, subito interrotto una prima volta con il decreto Poletti che negava a migliaia di lavoratori il diritto alla prestazione economica da parte dell’inps.
Poi, su richiesta del sindacato, l’inserimento di quelle unità lavorative in un finanziamento regionale, dunque un ripescaggio e la certezza stavolta di un decreto a copertura della mobilita’.
Senonche’nei primi mesi del 2016, la doccia fredda: i decreti erano stati registrati con il codice sbagliato e così è dovuto ricominciare un iter burocratico durato 6 mesi che ha coinvolto tutti i livelli istituzionali, assessorato al lavoro, Inps ed in prima battuta la Cgil.
E’ strano- commenta la sindacalista Donatella Ingrillì- quel paese che e’ costretto a gioire per una indennita’ di mobilita’ legata ad un lavoro perso, e spesso ad un lavoro mai piu’ recuperato”.
“Da Maurizio Zingales ad Isella Cali’, Monica Genovese, Stefano Maio, Franca Lapoli, Pippo Spano’  e Lucia Collorafi- spiega la Ingrillì- in questi due anni la Cgil ha incalzato regione ed Inps, fino ad intervenire sui livelli nazionali per garantire diritto e prestazione. Da questa esperienza emerge come la burocrazia intrappolata nei meandri legislativi, tecnici e organizzativi, con  e senza responsabilita’ primarie,  si dimostri inadeguata ai bisogni del sistema paese, e riesce a dividere, pur senza volerlo, i  lavoratori tra di loro”