Home Cronaca Piantagioni di droga sui Nebrodi, scattano 21 arresti

Piantagioni di droga sui Nebrodi, scattano 21 arresti

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Piantagioni di marijuana anche nei Nebrodi. Ecco l’ultimo affare delle famiglie mafiose di Tortorici scoperto dai carabinieri del comando provinciale di Messina che hanno eseguito 21 ordini di custodia cautelare emessi dal gip Daniela Urbani su richiesta dei sostituti procuratori della Dda Liliana Todaro e Fabrizio Monaco. La droga veniva smerciata nei locali e nelle principali piazze di spaccio controllate dai clan, tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. L’operazione, portata a termine a due mesi di distanza dall’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, colpisce uno dei settori di maggior interesse confermano il ruolo egemone del clan di Tortorici nel settore della colrtivazione su vasta scala di sostanze stupefacenti.
Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti,porto e detenzione di armi da fuoco e spendita di banconote false i reati contestati agli indagati, 15 dei quali condotti in carcere, 5 ai domiciliari e uno con l’obbligo di firma. Nelle ultime settimane lo squadrone eliportato Cacciatori di calabria impiegato per diverse battute dopo l’attentanto ad Antoci ha consentito di scovare numerose piantagioni di cannabis indaca coltivate proprio all’interno del Parco dei Nebrodi. I  tortoriciani garantivano i rifornimenti percorrendo, a bordo di fuoristrada, mulattiere e strade di montagna per giungere sulla fascia tirrenica.
A capo del clan il 42enne Carmelo Galati Massaro che si avvaleva dell’aiuto anche della  di moglie e del fratello minore. Altra figura di spicco Nicolino Isgro’, 48 anni di Condro’, figura di trait d’union con la famiglia barcellonese e di Milazzoa  era l’unico ad avere rapporti diretti con Gallati Massaro che incontrava sempre nel parchweggio di un centro commerciale del messinese per concordare prezzi, quantita e modalita di consegna della droga. Colpiti dai provvedimenti anche i barcellonesi Filippo Biscari, Salvatore Iannello e Giuseppe Arico’ L’organizzazione gestiva anche un traffico di armi che servivano per difesa nella guerra tra bande e per intimidazioni sul territorio. Le intercettazioni hanno rivelato che milazzesi e barcellonesi erano pronti anche a scambiarsi azioni di fuoco sul territorio I barcellonesi acquistavano da Isgro anche banconote false, un traffico molto redditizio. Basti pensare che 10.000 euro di banconote false avevano un costo di 1500 euro. Nel corso delle indagini sono stati arrestati in flagranza nove trafficanti e sequestrata una notevole quantità di droga.

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