Milazzo e la bonifica dimenticata, la denuncia della Zafarana

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“Dolose omissioni e inspiegabili ritardi. Le operazioni di bonifica dell’area di Milazzo sono state bloccate dalla Protezione Civile quasi un anno fa, senza che Crocetta muovesse un dito per difenderle”. A sollevare la questione è la deputata regionale Valentina Zafarana (M5S) che, denuncia la presunta omissione da parte del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, del Sin di Milazzo tra le località per le quali la Regione stessa ha chiesto alla Protezione civile l’intervento di bonifica. “Lo studio dei documenti e del carteggio della Commissione d’inchiesta sulla Valle del Mela – spiega la deputata – ci ha permesso di scoprire un inquietante intreccio di responsabilità, tecniche e politiche, sia del Governo Regionale che di quello nazionale”. “A Settembre 2015 – continua Zafarana – la Protezione Civile ha trasmesso al Presidente della Regione l’elenco delle opere che avrebbe finanziato tramite la contabilità speciale fino a Ottobre 2016, ignorando quasi tutte le attività di bonifica già previste, organizzate e, in parte, iniziate a Milazzo. Crocetta ha risposto dando il suo ok, mettendo come condizione però che all’elenco delle opere finanziabili fossero aggiunte altre da lui indicate. Inutile dire che anche il Presidente della Regione ha completamente dimenticato l’area di Milazzo, non inserendola nell’elenco proposto. Insomma, i cittadini sono stati abbandonati sia da Roma che da Palermo”. “E non è tutto: la Protezione Civile informava nella stessa nota che per le opere non finanziate (come quelle di Milazzo, appunto), una volta emesso il decreto di proroga definitivo, si sarebbe sottoscritto un nuovo accordo di programma fra Regione e Ministero per rifinanziarle. Peccato che del decreto definitivo, a distanza di quasi un anno, non ci sia nessuna traccia e questo, oltre a bloccare tutte le attività di bonifica della Sicilia previste nel decreto, non permette alla Regione e al Ministero di iniziare i lavori per il nuovo accordo di programma. Una situazione di stallo indegna: mentre in tutta la Sicilia si muore di malattie legate all’inquinamento, un atto, una firma, bloccano sia opere di bonifica già finanziate che tutto il lavoro di programmazione dei lavori da finanziare.”