Home Giudiziaria "L'ex procuratore Cassata diffamò Parmaliana", la Cassazione conferma la condanna

“L’ex procuratore Cassata diffamò Parmaliana”, la Cassazione conferma la condanna

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La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico dell’ex procuratore generale di Messina Franco Cassata per aver diffamato la memoria di Adolfo Parmaliana, docente universitario di Terme Vigliatore morto suicida nel 2008.
La Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Cassata, confermando al contempo la condanna di secondo grado emessa dal Tribunale di Reggio lo scorso 2015 e quella di primo grado del 2013 a 800 euro di multa oltre al risarcimento danni nei confronti della famiglia Parmaliana. La vicenda risale a diversi anni fa quando Cassata, secondo quanto ha sostenuto l’accusa, inviò ad un parlamentare siciliano e ad uno scrittore un esposto anonimo diffamatorio contro il docente universitario. Nel corso delle indagini, secondo quanto è emerso dal processo, a Cassata fu trovata una cartellina con un biglietto che riportava la scritta “anonimi da inviare”.
Adolfo Parmaliana, docente universitario di Terme Vigliatore impegnato politicamente, si suicidò il 2 ottobre 2008 lanciandosi dal viadotto autostradale della A20 a due chilometri dallo svincolo autostradale di Patti. Prima di gettarsi nel vuoto, il docente aveva lasciato nella sua auto una lettera in cui spiegava le ragioni del suo gesto, puntando il dito contro la magistratura che non aveva raccolto le sue molte denunce presentate negli anni. La missiva è stata inviata, tra gli altri, al senatore Beppe Lumia ed allo scrittore Alfio Caruso, allora impegnato nella stesura di un libro – racconto proprio sulla vita di Parmaliana che venne poi pubblicato col titolo “Io che da morto vi parlo”.

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