Torrente Patrì, si scava ancora

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Si continua a scavare in prossimità dell’argine sinistro del Torrente Patrì. Le ricerche di resti di una vittima di mafia iniziate ieri proseguono anche nella giornata di oggi. Ancora a lavoro un piccolo escavatore dei Vigili del fuoco in contrada Cappellano, nel territorio di Rodì Milici. A condurre gli inquirenti sul posto sono state le indicazioni precise fornite da un collaboratore di giustizia. Sul nome del pentito si susseguono indiscrezioni che, al momento, non trovano conferme. Non si esclude che si tratti di un nome noto tra i collaboratori di giustizia che abbia voluto fornire maggiori indicazioni dopo l’infruttuosa ricerca già effettuata nel luglio di due anni fa in quelle zone. Aleggia anche la possibilità che, a condurre gli inquirenti in contrada Cappellano, possano essere state le rivelazioni di un nuovo pentito. Indiscrezioni anche sul nome della vittima inghiottita dalla lupara bianca. Si cercherebbe infatti il corpo del giovane macellaio Giuseppe Italiano del quale non si hanno più notizie dal 22 febbraio 1993. Aveva soltanto 22 anni quando scomparve nel nulla. Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco e ai Carabinieri del ROS, anche i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina che stanno coordinando indagini e ricerche. Presente anche il professor Giulio Di Mizio dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Fu lui nel 2011 a repertare e successivamente analizzare i corpi occultati dalla lupara bianca a seguito delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano.