Home Sliding Doors - Uno sguardo sul contemporaneo Dal letame puo’ nascere un fiore…

Dal letame puo’ nascere un fiore…

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Quante volte ci interroghiamo sul male, quante volte ci chiediamo quale forma abbia, quali sembianze possa assumere. Ma è proprio il male che sembra in alcuni casi come questo prendere una forma precisa come quella del Palazzo IACP del Parco Verde di Caivano (NA), una delle tante realtà di periferia in cui lo Stato non riesce ad entrare. Il palazzo degli orrori, così è stato soprannominato, dove si consumavano quotidianamente violenze ed abusi sui bambini, da cui Fortuna (chiamata Chicca) un angelo biondo di sei anni è precipitata nel vuoto dall’ottavo piano e da cui un anno prima il piccolo Antonio di appena tre anni è anche lui caduto giù in circostanze analoghe. Sì, buttati proprio come fossero giocattoli che una volta che non servono vengono gettati via, bambole di pezza senza anima ad “uso e consumo” dell’adulto. Inutile dire che al cospetto di quello che con un eufemismo possiamo definire semplicemente male, senti una rabbia che monta oltre modo, quella stessa rabbia Fortuna (il tuo nome sembra essere uno scherzo di cattivo gusto del destino!) che raccontavi nei tuoi disegni e che ti ha dato la forza di ribellarti per come hai potuto, cercando di sottrarti così all’ennesima “bestiale” violenza. Gli adulti vicini a te, quelli che avrebbero dovuto essere preposti alla tutela e alla cura dell’infanzia, all’interno di una farsa in cui ciascuno recita il proprio ruolo e dove si è perso il senso dell’ordine naturale delle cose,hanno messo in scena il più squallido degli spettacoli, quello dell’omertà rendendosi complici silenti dei più efferati dei crimini. Un degrado morale e non solo economico, che spezza l’innocenza e la deturpa per sempre. Cara bambina dai boccoli biondi, creatura dalle sembianze fiabesche ti sei scontrata con la più dura delle realtà, la tua morte non è stata riscattata dagli adulti ma da bambini come te, dalla tua amichetta del cuore di soli undici anni, vissuta anche lei in uno scenario di violenza cronica fisica e psicologica. Una bambina che allontanata dal proprio contesto di origine ed affiancata finalmente da figure di adulti amorevoli e competenti (insegnanti e psicologhe) trova il coraggio di parlare e di svelare il “segreto” dimostrando di aver imparato a doversi salvareda sola dagli “orchi”. A te, cara bambina auguro il migliore dei mondi possibili perché tu fortissima e coraggiosa, hai già trovato il giusto modo di realizzarlo.

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