Sant’Angelo di Brolo, l’Ato2 deve pagare sette operai

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E’ l’ex AtoMe2 e non il comune di Sant’Angelo di Brolo che deve pagare le spettanze ai sette dipendenti comunali distaccati nell’ambito di Barcellona dall’1 al 19 aprile 2007. Questo perché il loro contratto con il comune guidato da Basilio Caruso si era risolto il 31 marzo 2007. Così ha deciso il giudice del tribunale di Patti, Fabio Licata, che si è pronunciato su un ricorso presentato dagli ex dipendenti.  Dopo oltre due anni dal passaggio ai nuovi servizi di igiene ambientale – l’avvio dell’Ato rifiuti fu infatti nel 2005 – e quindi, anche della riscossione alla Società d’Ambito, la giunta Caruso deliberò, con decorrenza 1 aprile, il trasferimento dei lavoratori. Per ragioni non dipendenti dal comune, il personale fu assunto con quasi 20 giorni di ritardo. Così, mentre i lavoratori hanno continuato a svolgere la loro prestazione lavorativa per con dell’Ato, la stessa società non intendeva pagarli. Il comune di Sant’Angelo di Brolo, difeso dall’avvocato, Vincenzo Amato, si è opposto alla richiesta che avrebbe dovuto provvedere in tal senso il comune, perché il rapporto di dipendenza si era risolto il 31 marzo e, di conseguenza, da quella data nulla era dovuto agli ex addetti ai servizi di igiene ambientale. “Tenuto conto della natura dei rapporti tra il Comune e l’Ato, ha scritto il giudice del lavoro in sentenza, la Società doveva provvedere all’organizzazione e gestione del servizio di raccolta dei rifiuti… ed era l’unico beneficiario diretto dell’attività lavorativa dei ricorrenti…”. “Come dimostrano i fatti – ha dichiarato il sindaco, Basilio Caruso – l’Amministrazione ha sempre agito per difendere gli interessi del Comune e, quindi dei cittadini. Se ci fosse stata superficialità ci saremmo accollati oltre 6 mila euro di costi, mentre l’Ato si è incassata la tassa pagata dai cittadini”. Chiusa questa vicenda resta pendente l’altra, sempre al giudice del lavoro del tribunale di Patti, degli stessi dipendenti che hanno chiesto di essere reintegrati al comune. Tre di loro sono andati in pensione, ne restano quattro che sono tra quelli che hanno manifestato davanti alla sede dell’ex AtoMe2, in via Sant’Antonino a Barcellona, per il mancato reiterato pagamento delle loro spettanze. L’udienza al tribunale di Patti sarà il 21 luglio, il problema è insidioso, perché il comune da tempo ha una nuova pianta organica, un nuovo bilancio e il servizio, oltretutto viene svolto diversamente da come avveniva in passato.