Al tribunale di Barcellona pochi giudici e troppe cause

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I giudici sono pochi e le cause da smaltire sono tante, troppe. Ogni giorno il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto è costretto ad affrontare una situazione incresciosa, deprimente e urgente, così come viene definita dal presidente Giovanni De Marco e dal presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati, Francesco Russo. Una situazione disperata in particolare per le numerose cause pendenti tra procedimenti civili, fallimenti, processi penali in fase dibattimentali e procedimenti penali pendenti in fase Gip o Gup. Ad occuparsi delle migliaia di cause sono soltanto 11 giudici. Secondo una stima effettuata da De Marco e Russo, ogni magistrato dovrebbe occuparsi di 2.733 procedimenti. Numeri spropositati che rendono difficile terminare un processo in tempi brevi. A questa già grave situazione si aggiunge la seconda fase della riforma della giustizia. Secondo il presidente del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, De Marco, l’unica soluzione possibile e inevitabile è l’incremento dell’organico perché il tribunale necessita di maggiori attenzioni affinché non risulti il primo solo in termini di efficienza giudiziaria, ma riesca a scalare le classifiche delle statistiche in termini di efficienza strutturale. “Il tribunale, il consiglio dell’ordine, la corte d’appello, il consiglio superiore della magistratura – dichiara l’avvocato Francesco Russo – sono organi che possono fare qualcosa ma che hanno soprattutto bisogno del supporto e della presa di coscienza dei cittadini e di chi li amministra. Scendere in piazza per reclamare i propri diritti – conclude Russo – per non vedersi negata giustizia, non sarebbe un’idea rivoluzionaria, ma un’azione necessaria per imporre un cambiamento”.