Caso Manca, Ingroia non calunniò l’ex capo della Mobile di Viterbo

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Non ci sarà alcun processo per calunnia a carico dell’ex pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Antonio Ingroia. Il gup del tribunale di Viterbo Savina Poli lo ha prosciolto dall’ipotesi di aver accusato di falso l’ex capo della squadra mobile viterbese Salvatore Gava, in relazione alle indagini sulla morte di Attilio Manca.
Manca, secondo il pm Renzo Petroselli, è morto per un’overdose di eroina mista a tranquillanti. A cedere la dose killer di stupefacenti sarebbe stata Monica Mileti, 50enne romana, attualmente imputata per spaccio.
Ingroia parlò di “prove manomesse e falsificate”, in relazione ad un verbale e per questo è stato denunciato.
L’ordinanza del gup è arrivata alle 13. In aula, Ingroia non c’era. A rappresentarlo, l’avvocato Fabio Repici. Presente per Gava l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, ma l’ex capo della mobile non si è costituito parte civile.