Abolizione province, approvata all’Ars la nuova legge. Ma c’è lo stop ai sindaci di Messina, Catania e Palermo

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E’ stata varata la legge bis per l’abolizione delle province in Sicilia. L’assemblea regionale, dopo l’impugnativa del Consiglio dei Ministri dello scorso Agosto, ha dato il via libera alla riforma che ha adeguato il testo alle modifiche chieste dal governo centrale. Salta però, a sorpresa, l’emedamento che avrebbe consentito in automatico la nomina dei sindaci di Palermo, Catania e Messina a sindaco delle rispettive Città metropolitane. Con voto a scrutino segreto, infatti, la maggioranza di governo è stata battuta sulla proposta della capogruppo Pd Alice Anselmo e del relatore della legge Giovanni Panepinto. Il testo dell’emendamento ricalcava la legge Delrio secondo cui il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo. Il voto segreto ha visto  29  favorevoli e 33 contrari, con qualche franco tiratore nella stessa maggioranza. I nomi di chi sarà chiamato a guidare i nuovi enti di area vasta saranno scelti tramite elezioni di secondo livello. A eleggere presidenti, sindaci e i consiglieri dei nuovi enti intermedi saranno i sindaci e i consiglieri comunali di ciascun comune. Le elezioni si terranno una Domenica tra 15 aprile e 30 giugno, dopo la tornata amministrativa. Il termine per la prima elezione è stato prorogato al 15 settembre . Prorogato il commissariamento delle ex Province al 30 settembre e rimosso il limite di incandidabilità a presidenti di Liberi consorzi e sindaci metropolitani per i primi cittadini il cui mandato scada nei 18 mesi antecedenti la data delle elezioni.