Frana allo Skino, si prevedono tempi lunghi per riaprire la 113

676

Da una frana all’altra, la Statale 113 non conosce pace. Il tratto è sempre quello più martoriato, a Capo Skino di Gioiosa Marea. Un tratto chiuso da meno di due settimane per un altro smottamento, circa 200 metri più avanti. Ma stavolta davvero si può dire che è andata bene perché se la strada fosse stata aperta al transito, quasi sicuramente non parleremmo solo di massi sulla strada. La frana è stata grossa (come documentano le foto dall’alto concesseci da Mimmo Mollica) . Veri e propri macigni si sono abbattuti sulla statale trascinando la rete paramassi e travolgendo una parte del sistema di protezione realizzato 5 anni fa. Si, perché il tratto interessato dall’ultimo smottamento è proprio a ridosso della zona interessato da lavori di consolidamento nel 2011 da parte di Anas e Protezione Civile. Un’area che, a detta dei tecnici, mai aveva dato segnali di cedimento, mai c’erano state avvisaglie di crolli pur ricadendo, ovviamente, in una zona R4, cioè ad elevato rischio. Uno scivolamento di rocce considerevole che pone adesso seri problemi su tempi e modalità d’intervento. Ad inizio settimana, l’Anas aveva avviato il cantiere per mettere in sicurezza il costone interessato da una frana 10 giorni fa, mentre lato Palermo, nella zona di Falconaro, il transito a senso unico alternato è regolato da un semaforo.
Ma adesso si impongono decisioni rapide sul presente e il futuro di un transito veicolare soggetto alla fragilità cronica del costone sotto cui viaggia la Statale 113 nel tratto che va da Gliaca di Piraino a San Giorgio di Gioiosa Marea. La realizzazione del minisvincolo può essere una soluzione, anche e soprattutto pensando ai mezzi di soccorso, a condizione però di non dover attendere i tempi biblici della burocrazia italiana e siciliana.