“Gotha4”, 21 condanne in Corte d’appello

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Continua a trovare riscontri nelle sentenze giudiziarie, il filone investigativo di “Gotha” con cui, la Dda, nella varie tranche, ha svelato organizzazione, gerarchie e obiettivi della mafia barcellonese. La corte d’appello di Messina ha emesso ieri nell’aula bunker di Gazzi la propria sentenza sul processo scaturito dall’operazione “Gotha4”, quella in cui vennero smascherate le cosiddette “nuove leve” del clan del Longano. I giudici d’appello, accogliendo in larghissima parte le richieste del sostituto procuratore generale Maurizio Salamone, hanno confermato in toto nove condanne disposte in primo grado, ridoto la pena nei confronti di altri 12 imputati ed ha mandato assolti in 4. Si tratta di Alessandro Artino, assolto dall’unico capo d’imputazione, Antonio Bagnato, Gianni Calderone e Maurizio Sottile. Per quest’ultimi tre, in assenza di querela, il reato è stato derubricato in “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”, con esclusione dell’aggravante mafiosa, e Condanne di primo grado confermate per Salvatore Artino, Salvatore Bucolo, Salvatore Campisi, Carmelo Crisafulli, Vito Gallo, Lorenzo Mazzù, Aurelio Micale, Gianfranco Pirri e Giuseppe Treccarichi, con la conferma della confisca. Pene rideterminate per tutti gli altri. L’operazione Gotha4, lo ricordiamo, era scattata la mattina del 10 Luglio 2013. Gl’inquirenti posero sotto la lente il tentativo di cosa nostra barcellonese di riorganizzarsi dopo le precedenti operazioni che ne avevano decapitato i vertici. Fondamentali per tracciare la nuova geografia della mafia barcellonese, il pentimento di grossi calibri come Melo Bisognano, Santo Gullo, Salvatore Campisi, Salvatore Artino. La corte d’appello messinese ha quindi confermato quanto già riconosciuto alle parte civili, l’Elicona Scavi, il centro Pio La Torre, ed i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Mazzarrà Sant’Andrea.