Capo d’Orlando, incontro infruttuoso per il dissesto a Santa Carrà

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Interessa davvero lo stato di grave dissesto idrogeologico della Statale 113? E’ l’interrogativo che sorge dopo il nulla di fatto della conferenza di servizio convocata dal Comune per affrontare la problematica relativa al fenomeno dell’erosione della costa nella zona di Santa Carrà.
Era stata l’Anas a sollevare la questione con una nota dello scorso febbraio con cui invitava l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e il Comune orlandino ad intraprendere iniziative per risolvere il problema. Allo stesso modo, alcuni residenti di Santa Carrà hanno denunciato l’aggravarsi dell’erosione nel tratto compreso tra il molo sottoflutto del porto ed il torrente S. Carrà, evidenziando che, nonostante il ripascimento effettuato dalla società che sta realizzando il completamento del porto, il mare continua ad avanzare.
Alla riunione convocata nel palazzo comunale, però, l’Anas, il Genio Civile di Messina e la Regione erano assenti.
L’architetto Mario Valenti, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, ha relazionato sugli interventi di ripascimento nella zona ad Est del porto e sulle prescrizioni della Regione relativamente all’eliminazione dei pennelli stabilizzatori in primo tempo previsti dal progetto.
Il rappresentante della società porto turistico di Capo d’Orlando, che sta realizzando i lavori, ha sottolineato che l’impresa è chiamata a a realizzare un bypass annuo non inferiore a 30mila metri cubi di sabbia  provenienti dalle aree idraulicamente a monte da servire per il ripascimento della zona ad Est del costruendo  porto. La stessa società, però, non è autorizzata a realizzare opere di stabilizzazione della spiaggia ricostruita.