Lungomare crollato, sopralluogo di Crocetta. Sollecitata la protezione civile

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Nuovo sopralluogo sul lungomare crollato a Sant’Agata Militello. Ieri pomeriggio su viale Regione siciliana è tornato il governatore Rosario Crocetta che, accompagnato dall’amministrazione comunale, ha constatato l’aggravarsi del fenomeno erosivo che, con l’ultima mareggiata della scorsa settimana, ha causato nuovi crolli. Il tratto di lungomare franato si estende ormai per l’intera banchina sin di fronte la caserma dei Carabinieri, mentre la parte collassata ad Ottobre del 2014, e soggetta a costanti peggioramenti nel tempo, risulta ormai completamente inghiottita, con le onde che hanno distrutto anche i sottoservizi e continuano a sferzare la sede stradale. Crocetta, come già aveva fatto nella sua precedente visita a Sant’Agata nel mese di Dicembre scorso, ha ribadito la necessità che ad intervenire sia il dipartimento di protezione civile, vista la mancanza di fondi ordinari da parte di provincia e regione stessa per l’intervento. Per il ripascimento dell’intero tratto di lungomare, con la realizzazione del muro di sostegno ed il rifacimento della banchina, era già stato quantificato un importo di circa un milione e 600 mila euro. Nella conferenza dei servizi, svoltasi a Novembre, lo stesso capo della protezione civile siciliana, Calogero Foti, aveva però escluso disponibilità di fondi da parte del suo dipartimento, ricordando allo stesso tempo come la lista di interventi cantierabili per somma urgenza fosse già lunga e comprendesse opere di maggiore gravità e minaccia per la pubblica incolumità. Nel confronto di ieri tra gli amministratori santagatesi e Crocetta è quindi emersa la volontà di interessare nuovamente la protezione civile, individuando eventualmente la disponibilità per un intervento urgente tampone per l’installazione di una barriera di protezione. Per i lavori di ripristino, invece, le possibilità appaiono sempre più ridotte al lumicino. Secondo quanto affermato dallo stesso Crocetta, la prospettiva più concreta è l’inserimento del progetto nei fondi destinati al dissesto idrogeologico nel Patto per la Sicilia.