Capo d’Orlando, iniziativa contro la violenza sulla donne

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Capo d’Orlando non ha voluto mancare all’appuntamento nazionale #ungiornoinpiu promossa da “Posto occupato”, la campagna nazionale contro la violenza sulle donne avviata da Maria Andaloro di Rometta Marea nel 2013. Per questo l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune Paladino si è attivato con il supporto del Centro Anti Violenza Pink Project  per proporre, in continuità con le molteplici iniziative organizzate negli anni,  una speciale occasione di incontro e confronto, con il  seminario “Amore è Amare”, svoltosi al cineteatro “Rosso di San Secondo” .
All’evento informativo e di sensibilizzazione hanno partecipato attivamente con motivazione e interesse gli studenti e le studentesse delle terze classi della scuola secondaria di primo grado degli Istituti Comprensivi n. 1 e n. 2 di Capo d’Orlando, oltre ai cittadini ed ai referenti locali dei Comuni aderenti alla Rete Anti Violenza del Distretto D31 promossa dalla Pink Project, per prevenire e contrastare con azioni mirate la violenza di genere.
Ha aperto i lavori l’Assessore Cettina Scaffidi, dando evidenza dell’impegno personale ed istituzionale nel contrasto delle problematiche sociali ed in particolare della violenza sulle donne e rappresentando il significato più profondo di questa giornata particolare.
Le riflessioni e le testimonianza curate dai relatori e dalle relatrici Antonella Prudente –  psicologa, psicoterapeuta, socia SIF (Società Italiana di Psicologia Funzionale), Antonietta di Marco – psicologa, psicoterapeuta, socia SIF,  Marianna Bava – mediatrice familiare e counselor funzionale e dott. Antonino Lo Presti – psicologo, psicoterapeuta, Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni di Messina, con il coordinamento della  Deborah Bontempo – psicologa del CAV Pink Project, hanno accompagnato i nostri giovani verso una comprensione dei processi e delle dinamiche vissuti e subiti dalle donne, ma anche da bambini e bambine, vittime di violenza assistita.
L’attività ha dato ampio spazio ad un dibattito finale, attraverso cui gli studenti e le studentesse, ma anche i docenti ed i cittadini presenti, hanno proposto i loro punti di vista, hanno manifestato i loro dubbi, dando  avvio ad una riflessione condivisa, con domande chiare e con l’evidente voglia di conoscere maggiormente la problematiche e di partecipare attivamente ad occasioni di scambio così importanti.
I giovani, insomma, contrastano quel luogo comune che li vede confusi e privi di valori, avvalorando, al contrario, l’idea di un loro esserci e, soprattutto di un voler essere propositivi e propulsivi di cambiamento all’interno di un tessuto sociale a volte complesso.
Un giorno in più ricco di contenuti, ma anche di valori, emozioni, curiosità, partecipazione, in cui l’impegno condiviso tra amministrazione locale, associazione, istituti scolastici e cittadini ha rappresentato un modo efficace per dare voce alle difficoltà ed al tragico vissuto di quelle donne a cui la voce è stata negata, per partire insieme verso un cambiamento sociale auspicato e desiderato.