Scorrimento veloce Rocca – comuni montani. Tavolo tecnico in Prefettura. Presto gli autovelox

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Tavolo tecnico tra gli amministratori  di quattro comuni ed i rappresentanti della Prefettura di Messina per affrontare le gravi criticità di manutenzione e sicurezza della strada a scorrimento veloce che da Rocca di Caprileone conduce sino ai centri montani. Problematiche che si trascinano da anni legate principalmente alle condizioni spesso carenti di tratti consistenti di quella strada ed al verificarsi di innumerevoli incidenti stradali. Pur trattandosi di una strada a servizio di diversi centri, però, la competenza territoriale nel tratto di fondovalle che, costeggiando il fiume Fitalia, da Rocca conduce sino al bivio per i paesi montani, ricade esclusivamente sul comune di Mirto. L’ente è stato tirato in ballo negli anni per gli interventi di manutenzione e soprattutto ha visto recapitarsi decine di richieste risarcitorie a seguito di incidenti, tanto da dover ricorrere a ingenti spese per la difesa legale e temere una vera e propria mazzata finanziaria nel caso in cui questi ricorsi fossero accolti. Il sindaco di Mirto Maurizio Zingales ha quindi chiesto un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli enti coinvolti, sollecitando la riunione svoltasi giovedì in prefettura alla presenza del Vice Prefetto Musolino e dei rappresentanti delle amministrazioni di Tortorici, Galati Mamertino e Castell’Umberto. Dalla riunione è quindi emersa la volontà di tutti gli enti coinvolti di affrontare assieme le problematiche legate alla manutenzione ed alle misure di controllo. La prospettiva più immediata è quella dell’installazione di dissuasori di velocità ed autovelox, allo scopo di disciplinare il traffico sulla scorrimento veloce, riducendo il rischio incidenti. Nei prossimi giorni gli Uffici della Prefettura si attiveranno per una mirata sensibilizzazione delle forze dell’ordine nel controllo della circolazione in questo tratto di strada pericoloso, oltre che nella imposizione di più rigorosi limiti di velocità, a tutela della pubblica incolumità.