Truffe sull’autoimpiego, 17 persone chiamate a risarcire in provincia di Messina

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Il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, nell’ambito della collaborazione con l’Agenzia Nazionale per l’Attrazione degli Investimenti e lo Sviluppo d’Impresa – Invitalia S.p.A., ha individuato 1.079 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di finanziamenti tratti dal bilancio pubblico per un totale di 39,5 milioni di Euro. Le irregolarità sono state rilevate a seguito di analisi e controlli, mediante l’incrocio di banche dati, sulla posizione di oltre 10 mila imprese destinatarie di 411 milioni di euro erogati in base alla legge sull’autoimpiego delle persone in cerca di lavoro tramite l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo. La Sicilia è la terza regione italiana per irregolarità riscontrate (dietro Campania e Puglia) e ben 17 soggetti chiamati a risarcire sono della provincia di Messina.
Per beneficiare dei contributi è necessario aver determinati requisiti e rispettare alcuni vincoli come essere non occupati alla data di presentazione della domanda del contributo;  comunicare all’Ente erogatore l’avvenuta cessazione dell’attività economica destinataria del contributo pubblico se questo avviene prima di un quinquennio;  non essere titolari di quote o azioni di altre società ammesse a benefici; non richiedere altre agevolazioni, anche fiscali per 36 mesi dalla concessione dei benefici. I 1.079 soggetti individuati non hanno rispettato i vincoli previsti anche attraverso comportamenti fraudolenti come la redazione di atti falsi. L’esito delle analisi è attualmente al vaglio dei competenti Comandi territoriali della Guardia di Finanza che stanno provvedendo a concludere gli accertamenti necessari per l’avvio dei procedimenti penali e contabili. Nel frattempo Invitalia ha già attivato le procedure di revoca dei benefici e le conseguenti iniziative legali per il recupero dei fondi.