Acquedolci, abuso d’ufficio. Prosciolti Gallo, gli ex assessori ed il comandante Magrì

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Si chiude con il proscioglimento totale, perché i fatti contestati non costituiscono reato, la vicenda giudiziaria che vedeva imputati il sindaco di Acquedolci, Ciro Gallo, gli ex componenti della giunta Daniela Zingale, Benedetto La Monica e Cirino Rotelli ed il responsabile dell’area risorse umane e Polizia Municipale, Giovanni Magrì. La sentenza di proscioglimento è stata pronunciata ieri dal Gup del Tribunale di Patti Ugo Molina al termine dell’udienza preliminare. Gallo, Magrì e gli assessori erano accusati di abuso d’ufficio per la pubblicazione nel 2012 del bando di selezione per l’assunzione a tempo indeterminato di tre unità per la copertura di posti di “esecutore amministrativo” di categoria B per le categorie protette.  Il bando era riservato ai disabili disoccupati e, tra i criteri di selezione, la giunta decise di inserire, oltre ai criteri di legge, quello dell’anzianità di residenza nel Comune di Acquedolci, e la sussistenza di un pregresso rapporto di lavoro col comune. Dopo la pubblicazione della graduatoria, uno degli esclusi fece ricorso al giudice del lavoro, lamentando come tali criteri privilegiati dalla giunta fossero discriminatori. Ne scaturì dunque il procedimento penale nei confronti di Gallo, degli assessori e di Magrì, funzionario che aveva firmato il bando, per violazione dell’articolo 51 dellla Costituzione e presunto favoritismo nei riguardi del soggetto vincitore. Per questi motivi il pubblico ministero Alessandro Lia aveva formulato nel Marzo 2015, richiesta di rinvio a giudizio. Il giudice per l’udienza preliminare ha quindi deciso per  l’insussistenza dei reati contestati facendo rilevare che, per quanto l’introduzione del criterio della residenza potesse far sospettare una discriminazione nell’accesso alla selezione, questa comunque non poteva trasformarsi in un favoritismo nei confronti di uno specifico soggetto, semmai una sorta di eccesso di zelo, da parte della Giunta, per garantire genericamente i residenti del proprio comune. Accolte dunque le tesi difensive degli avvocati Nino Favazzo, difensore di Gallo, Pippo Mancuso, che rappresentava Magrì. Benedetto Ricciardi, a difesa di La Monica ed Alvaro Riolo e Giuseppe Mormino, in rappresentanza di Rotelli e Zingale.