Isole Eolie, “mare più alto”

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Uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia ha rivelato che a Lipari il livello del mare si è alzato di 6 millimetri l’anno negli ultimi 2mila anni. Una scoperta scientifica importantissima che è riuscita a fare luce sui meccanismi che hanno portato al cambiamento della costa dell’isola eoliana, partita dal recente ritrovamento dell’antico porto romano nell’area di Sottomonastero a Marina Lunga, vicino al molo di attracco degli aliscafi. Grazie a questa scoperta, il dipartimento di Protezione Civile Nazionale ha finanziato una ricerca sulle dinamiche evolutive del graduale inabissamento del molo nel corso degli ultimi 2mila anni. Lo studio-spiegano gli esperti- ha permesso di evidenziare sul fondale di Marina Lunga, una morfologia ascrivibile ad un molo di circa 140 metri di lunghezza e 60 m di larghezza, situato in corrispondenza dell’attuale posizione del porto principale dell’isola di Lipari. In parte scoperto accidentalmente nel 2008 durante gli scavi preliminari per la costruzione di nuove infrastrutture portuali, il molo romano si è rivelato un valido indicatore dell’aumento del livello del mare. Gli studi, effettuati con strumenti di altissima precisione, hanno potuto stabilire che la sommersione del molo è stata conseguenza dell’effetto combinato dell’aumento del livello del mare indotto dallo scioglimento dei ghiacci terrestri e dello spostamento del suolo marino dovuto ad attività e fenomeni vulcano-tettonici tra le isole di Lipari e Vulcano. I risultati ottenuti dalla ricerca, hanno stabilito che il momento della sommersione del porto romano e il suo conseguente disuso sia avvenuto intorno al IV secolo d.C.