Barcellona. Attilio Manca, il ricordo a dodici anni dalla morte

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“Vogliamo che mio fratello sia ricordato come quel cittadino italiano onesto che ha bisogno di verità, di essere tutelato da istituzioni serie che tengano la schiena dritta”. Sono le parole di Gianluca Manca, fratello di Attilio. Così come i suoi genitori Gino e Angelina, Gianluca si porta dentro da dodici anni un dolore enorme, atroce. E tanta sete di verità. Da quell’11 febbraio del 2004, quando l’urologo Attilio Manca venne trovato morto nel suo appartamento di Viterbo col volto tumefatto, la vita della sua famiglia è cambiata. E non potrebbe essere altrimenti. Della morte di Attilio ha parlato anche Carmelo D’Amico. Lo ha confermato Fabio Repici, legale della famiglia Manca, il quale ha affermato di avere trasmesso le dichiarazioni del pentito alla Procura della Repubblica di Roma. Accanto ai familiari dell’urologo specializzato negli interventi in laparoscopia, c’era anche l’ex sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, Maria Teresa Collica. L’ex primo cittadino ha affermato come sia importante condurre lotte costanti contro la mentalità mafiosa, anche se tante persone non vogliono sentire. Secondo il sindaco di Messina, Renato Accorinti, la prima cosa da combattere è l’ignavia e ognuno deve fare la sua parte. All’auditorium San Vito, dove è stato ricordato il dodicesimo anniversario della morte di Attilio Manca, è giunta anche una lettera di Don Luigi Ciotti, il quale auspica che venga restituita dignità e verità. Una verità attesa anche dalla famiglia Agostino: Vincenzo, Augusta e Flora sono giunti da Palermo. Augusta porta il vestito nero, Vincenzo la barba lunga. Non la taglia da quando suo figlio è stato ammazzato a Villagrazia di Carini, nel 1989. Sarà così – assicurano – fino al giorno in cui non avranno giustizia sulla morte del loro Nino, ucciso insieme alla moglie Ida Castellucci, incinta di cinque mesi.