Incidente mortale, condanna confermata in appello per omicidio colposo

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La corte d’appello di Messina ha confermato integralmente la sentenza di primo grado che, nel 2012, condannava ad un anno e 10 mesi per omicidio colposo Tancredi Li Pomi. L’uomo, poliziotto in servizio al commissariato di Sant’Agata Militello, è ritenuto responsabile di aver causato l’incidente stradale nel quale il 23 ottobre 2004 perse la vita il 24enne Luciano Casella, di Rocca di Capri Leone. Casella si trovava alla guida della sua moto sulla Statale 113 all’altezza di contrada Drago, alla periferia di Capo d’Orlando e stava facendo ritorno a casa. Secondo la ricostruzione, sarebbe stato un sorpasso azzardato del poliziotto, all’uscita da una curva, a provocare lo scontro tra la sua auto e la moto condotta dal giovane che procedeva in senso opposto, in direzione Palermo. La corte d’appello messinese, presidente Sicuro, relatore Randazzo, a latere Zappalà, ha quindi confermato la ricostruzione della dinamica effettuata dai periti, respingendo la richiesta di assoluzione proposta dalla difesa dell’uomo. Secondo il legale di fiducia, Massimiliano Fabio, infatti, l’incidenti non sarebbe imputabile alla condotta del proprio assistito. Già in primo la famiglia di Luciano Casella, i genitori rappresentati dall’avvocato Walter Mangano ed il fratello, difeso dall’avvocato Antonino Muscarà, si era costituita parte civile, ottenendo il riconoscimento di una provvisionale, oltre al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. All’epoca, la prima ipotesi era stata quella di un incidente autonomo ma fu proprio la caparbietà della madre del giovane deceduto, che si prodigò per la ricerca di quanti potessero aver assistito all’incidente, a far emergere la dinamica dell’accaduto. Nei confronti del poliziotto già in primo grado la sentenza del giudice del tribunale di Patti Ugo Molina aveva disposto la pena sospesa.