Raccuja, l’irruzione nell’ufficio del sindaco. Martella patteggia 2 anni e 10 mesi

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Si è concluso con il patteggiamento a 2 anni e 10 mesi di carcere il processo nei confronti di Alberto Martella, il 68enne che, in preda ad un raptus, lo scorso 10 Luglio seminò il panico a Raccuja, introducendosi armato nell’ufficio del sindaco Francesca Salpietro. L’uomo era accusato di minaccia aggravata e porto illegale di armi. Alberto Martella, un tempo emigrato in Germania,  protestava per il mancato ottenimento della pensione e per la sua disagiata condizione sociale. Quella mattina si presento in comune munito di un vero e proprio arsenale. Oltre al fucile da caccia, legalmente detenuto, aveva con su un pugnale, un machete, un coltello a serramanico e numerose munizioni. L’irruzione, poco dopo le 11, nella stanza del sindaco, dove era in corso una riunione alla presenza di quattro persone. Oltre al primo cittadino, il padre, Cono Salpietro, ex sindaco del paese, il funzionario responsabile dell’ufficio tecnico e quello dell’ufficio ragioneria. Proprio Francesca Salpietro sarebbe stata l’obiettivo dell’aggressore che chiusa la porta a chiave minacciò di fare una strage. Provvidenziale fu quindi la prontezza di spirito di alcuni dei presenti che, intuito il pericolo, si gettarono addosso all’uomo.
spari tetto comune raccujaIn particolare l’ex sindaco Cono Salpietro ed il responsabile dell’area finanziaria, Antonio Mileti, che riuscì a far cadere per terra Martella deviando la traiettoria del colpo esploso dal fucile. Il proiettile raggiunse infatti il soffitto. Nel frattempo giunsero i Carabinieri della locale stazione che arrestarono l’uomo. Alberto Martella fini quindi ai domiciliari.  Nel processo a suo carico si erano costituiti parte civile il sindaco Francesca Salpietro ed il padre, rappresentati dall’avvocato Carmelo Occhiuto.  Il procuratore Rosa Raffa ha espresso il proprio consenso al patteggiamento . Per Alberto Martella, difeso dall’avvocato Antonio Spiccia, non è stata disposta alcuna misura detentiva.