Home Cronaca Omicidio Bruno, 24 anni e 3 mesi in appello per Oriti

Omicidio Bruno, 24 anni e 3 mesi in appello per Oriti

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Ventiquattro anni e tre mesi di reclusione. E’arrivata dopo quasi tre di ore di camera di consiglio la sentenza d’appello del Presidente Maria Pina Lazzara (a latere Vincenza Randazzo) nei confronti di Sebastian Oriti, il ventunenne di Rocca di Capri Leone che la mattina del 11 febbraio 2013 ha accoltellato, uccidendolo, il ventiquattrenne Andrea Bruno. La corte ha dunque riformato la sentenza all’ergastolo inflitta dai giudici di primo grado il 2 aprile scorso non riconoscendo la premeditazione.
Proprio su questo aspetto si era giocato molto del confronto tra le parte durante la discussione dell’appello. Gli avvocati della difesa, Decimo Lo Presti e Gaetano Pecorella, hanno infatti insistito su una sentenza della corte di cassazione del 13 marzo di un anno fa, nella quale (in un caso simile) era stato chiarito che è necessaria una prova rigorosa per stabilire sulla premeditazione di un delitto. In primo grado questo precedente non era stato preso in considerazione e quindi era diventato uno dei cardini dell’appello.
Il Procuratore Generale, Enza Napoli, aveva chiesto la conferma dell’ergastolo, così come gli avvocati di parte civile, Giuseppe Mancuso e Alessandro Nespola. E non erano infatti mancati momenti di aspro confronto con le difese.
I fatti avvennero l’11 febbraio del 2013, a Rocca di Capri Leone, durante il periodo delle manifestazioni per il Carnevale. I due giovani, in lite per una ragazza
contesa, da giorni si scambiavano screzi tramite i rispettivi profili Facebook. La lite, sfociò quindi, in una rissa la Domenica di Carnevale, nella palestra delle scuole di Rocca, dove si teneva una serata danzante. Sebastian Oriti ed Andrea Bruno si affrontarono, senza però andare oltre qualche spintone. Poche ore dopo, però, il dramma. Oriti la mattina seguente si appostò all’incrocio tra via Italia e via Europa, nei pressi della chiesa Maria Santissima del Tindari e proprio di fronte l’abitazione di Andrea Bruno.  Uscito di casa, il giovane meccanico trovò quindi il rivale ad attenderlo, ricevendo , come confermato dall’autopsia, cinque coltellate al torace ed alla regione addominale.  Andrea Bruno riuscì a trascinarsi fino nell’androne della propria palazzina dove venne soccorso da alcuni vicini, e trasferito in ambulanza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove, morì poco dopo.

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