Punti nascita, la Regione studia un piano alternativo per evitare la chiusura

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Dopo settimane di battaglie, scontri politici e manifestazioni di piazza, è approdato sui tavoli istituzionale l’argomento scottante della chiusura dei punti nascita in Sicilia, in particolare quelli di Petralia Sottana, Mussomeli, Lipari e Santo Stefano di Quisquina, raggiunti  dalla scure allo scorso 31 Dicembre. Alla commissione sanità dell’Ars ha parlato l’assessore Baldo Gucciardi illustrando quelle che erano le motivazioni che hanno portato alla mobilitazione cittadini e sindaci dei centri interessati dalla chiusura dei punti nascita che, lo ricordiamo, non raggiungono la soglia minima dei 500 parti l’anno. Al termine dell’audizione, la linea che è emersa è quella della predisposizione, da parte dell’assessorato regionale, di un piano alternativo per sopperire alla chiusura dei punti nascita non in deroga, e per fornire garanzie alla salute di partorienti e nascituri. Il piano sarà elaborato dall’assessorato con il supporto di uno staff di tre esperti-medici e sarà poi sottoposto al vaglio della commissione dell’Ars e quindi al ministero della Salute. A Lipari, probabilmente il territorio realmente più penalizzato dalla chiusura del punto nascita, non fosse altro perché costretto a fare i conti con le problematiche proprie di una piccola isola,  nessuno è disposto ad abbassare la guardia. Il sindaco Marco Giorgianni chiede una forte presa di posizione da parte dell’assessorato regionale.