Ato, duri a morire

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Non decollano le riforme in materia di rifiuti in Sicilia. Oggi doveva essere siglata la fine dell’esperienza degli Ambiti territoriali ottimali (Ato) in liquidazione e l’entrata in vigore delle Srr, Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti. Volute dal precedente governo regionale di Raffaele Lombardo, confermate dalla giunta Crocetta, sarebbero dovute subentrare già nel 2010 ma ad oggi, nessuno sa ancora nulla.  La scadenza di oggi slitta per l’ennesima volta e l’ombra di un default pesantissimo, da due miliardi, torna a farsi minacciosa. La denuncia parte dalla Cisl. “Da quest’anno poi, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 118 del 2011-sottolinea il sindacato- i Comuni sono obbligati a elaborare bilanci consolidati che dovranno includere i conti delle Partecipate, Ato compresi”. Insomma, per la Cisl, lo stallo nella gestione regionale del settore rifiuti, è una miccia accesa in direzione del fallimento degli enti locali e l’esito interlocutorio dell’incontro di ieri al ministero dell’Ambiente a Roma, dell’assessore regionale all’Energia Vania Contrafatto, è stato mortificante, tanto più alla luce dei ritardi della Regione. La Cisl punta il dito anche sui numeri sconfortanti della differenziata che rispetto alle altre regioni d’Italia, è all’anno zero.
“E se la differenziata non decolla -scrive la Cisl- il sistema delle discariche mantenute anche a dispetto delle direttive dell’Unione Europea, apre a incognite in tema di danni all’ambiente e alla salute”. Eppure, se messo a reddito-sostiene la cisl- il settore farebbe lievitare il Pil regionale. Di contro, la perversa logica delle proroghe è la misura del fallimento della politica regionale  . Come i trasporti, i rifiuti attraversano trasversalmente l’economia-conclude la nota- valorizzarli in un ciclo integrato equivarrebbe a dare una spinta vera al tessuto economico. Oltre che a tenere pulite le nostre città”.