Home Attualità Lipari, raccolta firme per non chiudere il punto nascita

Lipari, raccolta firme per non chiudere il punto nascita

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Non si placa la furia dei sindaci e dei rappresentanti istituzionali dei territori colpiti dalla chiusura dei punti nascita in Sicilia. Quattro, in particolare, gli ospedali destinatari, lo scorso 31 Dicembre, del documento con cui il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha ufficializzato di non concedere la deroga al numero di 500 parti all’anno. Si tratta di di Lipari, Petralia Sottana, Mussomeli e Santo Stefano di Quisquina. E così dopo giorni di polemiche politiche roventi e battaglie sui diritti dell’uomo, ecco che la protesta si sposta in piazza. I  sindaci delle Madonie hanno manifestato in corteo fino alla prefettura di Palermo per chiedere la riapertura del punto nascita di Petralia Sottana, l’ospedale arroccato a 1200 metri d’altezza. I primi cittadini dei nove comuni del comprensorio hanno organizzato presidi permanenti di consiglieri e cittadini nella sede dei municipi. Nelle Eolie, si è costituito il comitato “Nasciamo a Lipari”. L’obiettivo – dichiarano i promotori –  è raccogliere consensi e firme dei cittadini Eoliani, attraverso la sottoscrizione di un documento indirizzato al Ministro della Salute del Governo italiano e all’Assessore regionale alla Sanità, chiedendo la sospensione della chiusura del punto nascita dell’ospedale di Lipari. La petizione è dunque scattata e sono previsti gazebo per la  raccolta firme nel  weekend alla Palma di Lipari e in Piazza San Cristoforo di Canneto. Al coro di proteste si è aggiunto quello della Cisl. Il responsabile sanità, Antonio Costa, pur facendo confusone tirando in ballo anche Sant’Agata Militello, che in realtà non è stato raggiunto da alcun provvedimento, bolla come  “assurda ed immotivata, ancorché ingiustificata” la scelta di chiudere il punti nascita di Lipari. Il deputato regionale Pippo Laccoto ha invece chiesto al presidente Crocetta ed all’assessore Gucciardi di inoltrare nuovamente l’istanza per la deroga di Lipari al ministro Lorenzin.

 

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