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Rapina e tentata rapina, due catanesi in manette a Capo d’Orlando

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Una tentata rapina e poi un colpo da 20.000 euro. Due banche prese di mira nel giro di pochi minuti ed una dinamica tutta da chiarire. Alla fine, però, i due rapinatori, due catanesi di 45 e 40 anni, con precedenti specifici alle spalle, sono stati acciuffati dalla Polizia anche grazie alla collaborazione di un cittadino.
Tutto è successo intorno alle 16,10 in pieno centro a Capo d’Orlando.
Un giovane è entrato alla banca Sviluppo di via Messina indossando una parrucca bionda ed una calza di nylon. Un dipendente, però lo ha notato ed ha bloccato il bussolotto.
Il rapinatore, a quanto pare, avrebbe cominciato a colpire con calci e pugni la porta permettendogli di uscire.
A quel punto l’uomo, insieme ad un complice, anche lui col volto coperto da una calza da donna, si è diretto verso la Banca Carige che dista una ventina di metri.
In questo caso i due malviventi sono riusciti a fare irruzione all’interno dell’istituto di credito e, armati di taglierino, sono riusciti a farsi consegnare dal cassiere 20.000 euro in  contanti. Durante il colpo una cliente che si trovava nella banca ha accusato un malore e si è accasciata a terra. I due hanno messo tutte le banconote nei giubbotti e sono scappati a piedi ma davanti si sono ritrovati diversi poliziotti chiamati dalla prima banca.
Ne è scaturito un inseguimento a piedi in via Umberto da dove, presumibilmente intendevano raggiungere un complice a bordo di un’auto che li attendeva in piazza Trifilò. Uno dei due è stato però bloccato dai poliziotti. L’altro ha tentato di tornare in via Messina dove alcune persone si trovavano davanti ad una sala scommesse. Una di loro, comprendendo cosa stava accadendo, ha sgambettato il malvivente immobilizzandolo e permettendo ai poliziotti di arrestarlo.
I due sono stati condotti in commissariato per l’identificazione a la comunicazione dell’arresto in flagranza al pm di turno presso la Procura di Patti, Alessandro Lia.
La refurtiva, la parrucca, le calze con le quali si erano coperti ed i taglierini sono stati recuperati e posti sotto sequestro.
Ulteriori indagini serviranno a comprendere se vi fosse effettivamente un complice.
Sino a tarda sera gli uomini del commissariato guidato dal dirigente Giuliano Bruno hanno proceduto a raccogliere elementi e testimonianze in vista dell’udienza di convalida.

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