Villa Gaia, ultimo atto

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Dopo sedici anni di storia cala il sipario su villa Gaia ad Oliveri. La storia della comunità terapeutica assistita si conclude con una stringata nota dell’Asp di sole sei righe. Cessano dunque i ricoveri nella struttura che negli ultimi anni ha ospitato pazienti affetti da disturbi psichici. Entro mezzogiorno, in mancanza di “dimissioni” volontarie, i pazienti saranno trasferiti in una struttura analoga, nel comune di Santa Domenica Vittoria. Di sicuro il personale dipendente dell’azienda sarà impiegato nell’ambito dello stesso modulo dipartimentale di salute mentale di Barcellona Pozzo di Gotto /Patti cui afferisce la CTA di Oliveri. Ma i sindacati non ci stanno. In particolare, la Fials, federazione italiana autonomie locali e sanità, che in questi mesi ha attuato numerose proteste, manifesta il proprio sconcerto “per il carente contenuto della nota e per i tempi tardivi su una richiesta di informazioni ed incontro avanzata lo scorso ottobre”. In particolare, Domenico La Rocca, segretario provinciale Fials, sottolinea come dal 1999 la struttura si sia distinta per la qualità delle prestazioni tanto che i pazienti si sentivano a casa e potevano ricevere a qualunque ora visite di parenti ed amici. “E’ vergognoso – dichiara La Rocca – il direttore dell’Asp Sirna ritiene forse di poter cancellare 16 anni di storia, qualità, professionalità e umanizzazione delle prestazioni erogate nella struttura di Oliveri, di poter dismettere una struttura divenuta un punto di riferimento, una sicurezza, un contenitore di emozioni, una casa e una famiglia”. Il sindacato, sulla scorta della recente pronuncia del Giudice del Lavoro di Messina, chiede e sollecita la revoca di tutti gli atti aziendali dell’Asp. La Fials non concede tregue e annuncia ulteriori battaglie con azioni giudiziarie per salvare Villa Gaia.