La “Casa d’Orlando” chiede il cambio di destinazione d’uso della Casa Anziani di Catutè

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Forse una manovra per prendere tempo, forse un tentativo di rimescolare le carte a partita già iniziata. Sta di fatto che torna a piombare l’incertezza sul futuro della casa anziani di contrada Catutè a Capo d’Orlando, venduta dal comune lo scorso ottobre dopo una gara che venne aggiudicata alla società “Casa d’Orlando Srl” che vinse a scapito dell’azienda manifatturiera Herno che intendeva trasformare l’edificio in una fabbrica d’abbigliamento.
Domani l’impresa aggiudicataria (che ha già presentato una cauzione di 48.000 euro ed un acconto di circa 300.000 euro)  dovrebbe firmare la stipula del contratto di compravendita che dovrebbe portare nelle casse comunali gli altri settecentomila euro offerti in fase di aggiudicazione.
Ma proprio alla vigilia di questo appuntamento, l’amministratore unico della Casa d’Orlando, l’imprenditore orlandino Mauro Giuffrè, ha scritto al comune chiedendo il cambio di destinazione d’uso dell’immobile in quanto, sostiene Giuffrè, la sua società ha nello statuto anche le attività socio assistenziali, sanitarie, turistiche, produttive ed economiche.
Il progetto col quale ha vinto la gara, però, prevedeva la nascita di un una casa anziani con annessa clinica privata convenzionata con strutture americane. Inoltre era previsto un investimento della durata di 21 anni e l’assunzione di 200 dipendenti. Aspetti che hanno portato la commissione a dare il punteggio che ha permesso di vincere quella gara a scapito della Herno che nel frattempo ha deciso di dirottare il proprio investimento in un altro comune dei Nebrodi.
Per realizzare la casa anziani, non serve il cambio di destinazione d’uso, quindi non si comprende il motivo della richiesta. La “Casa d’Orlando” chiede anche gli espropri, da parte dei comune, dei terreni necessari a perfezionare le opere per la viabilità.
L’ufficio tecnico del comune di Capo d’Orlando, nel frattempo, ha risposto alla società che conferma per domani la stipula del contratto chiedendo il pagamento del saldo.
Dagli uffici, si fa notare, che un eventuale messa in discussione del progetto presentato dall’impresa e giudicato dalla commissione di gara il 19  ottobre scorso, aprirebbe a ricorsi e contenziosi. Insomma, far diventare quella struttura qualcosa di diverso da una casa anziani, non si può.