“Terreni in comune”, assolto Calogero Miragliotta

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E’ stato assolto perché il fatto non sussiste Calogero Miragliotta, commercialista di Capo d’Orlando, l’unico dei 39 imputati giudicato con il rito abbreviato a seguito dell’operazione “Terreni in comune”, sulle truffe all’Agea. Il blitz dei Carabinieri di Patti e della Guardia di Finanza di Capo d’Orlando, lo ricordiamo, scattò la mattina del primo Dicembre 2014 e portò alla notifica di misure cautelari nei confronti di cinque persone. Contestate l’associazione a delinquere finalizzata al falso e truffa per la percezione indebita di contributi per l’agricoltura stimati in 800mila Euro fra il 2008 e il 2012. Il commercialista Calogero Miragliotta, in particolare, era accusato di favoreggiamento in quanto, secondo l’accusa, avrebbe aiutato Sebastiano Armeli ed Antonia Strangio, gestori del centro di assistenza agricola di Tortorici e figure chiave dell’inchiesta, ad eludere i controlli delle fiamme gialle sulla documentazione riguardante le pratiche Agea. Per questo motivo il pubblico ministero Francesca Bonazinga aveva chiesto per Miragliotta la condanna ad 1anno e 8 mesi. Miragliotta ha sempre sostenuto la proprie estraneità ai fatti contestati. Il difensore, avvocato Emilia Antico, ha spiegato infatti come i rapporti professionali che legavano Armeli e la Strangio a Miragliotta riguardassero solo dichiarazioni di natura tributaria e che mai il commercialista aveva avuto a che fare con i due per pratiche riguardanti i contributi Agea, anche perché si tratta di una materia di cui non si occupa lo studio di consulenza orlandino. Il giudice Eugenio Aliquò, al termine dell’abbreviato, ha dunque pronunciato la sentenza di assoluzione per Miragliotta perché il fatto non sussiste. L’udienza preliminare celebratasi a Patti si è invece conclusa con il rinvio a giudizio al prossimo 22 Gennaio, degli altri 38 indagati. Le indagini avevano fatto luce sull’ottenimento sospetto dei contributi per l’agricoltura da parte di numerose imprese agricole che sfruttavano falsi contratti d’affitto dei terreni o titoli di comodato d’uso appositamente creati dagli operatori del Centro di Assistenza Agricola di Tortorici. A Dicembre del 2014 furono posti ai domiciliari Antonia Strangio, rappresentante unico e amministratore del Centro di Assistenza Agricola UNSIC di Tortorici ed il cognato Sebastiano Armeli, veterinario e consigliere comunale presso il Comune di Tortorici.  Furono invece sottoposti all’obbligo di dimora Maria Natalina Strangio, avvocato del foro di Locri, titolare di diverse aziende, moglie di Sebastiano Armeli ed il fratello Giuseppe. L’obbligo di presentazione fu disposto per Mariella Marino Gammazza, ex collaboratrice presso il Centro di assistenza.