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Omicidio Vinci, le motivazioni della condanna di Francesca Picilli. Una “sfida” finita in tragedia.

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Francesca Picilli causò la morte di Benedetto Vinci con la coltellata infertagli al torace la notte del 4 Marzo 2012 ma le circostanze nelle quali accadde l’episodio, spingono a ritenere che la ragazza non volesse la morte dell’ex fidanzato, bensì volesse solo ferirlo. Sono queste le motivazioni, depositate lo scorso 25 Settembre e adesso rese note, per le quali la corte d’assise lo scorso 25 Giugno ha condannato Francesca Picilli a 18 anni di reclusione per l’omicidio preterintenzionale di Benedetto Vinci. Nelle venticinque pagine redatte dalla corte vengono minuziosamente ricostruite le fasi di quella drammatica notte del 4 Marzo 2012 a Sant’Agata Militello. “L’accettazione di una sfida, lanciata per gioco poi finita in tragedia”, scrivono i giudici. Decisiva nella ricostruzione dell’accaduto , fu proprio la dichiarazione resa dalla vittima ai Carabinieri, poche ore dopo il ferimento, ignaro del destino che l’attendeva dieci giorni più tardi. Il difensore della ragazza, avvocato Nino Favazzo, già dopo la lettura della sentenza di condanna, aveva preannunciato ricorso in appello.

 

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