Beni confiscati alla mafia assegnati ai Comuni: 90 sono a Furnari

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Sono complessivamente 202 i beni confiscati alla mafia e consegnati a si sindaci dei comuni di pertinenza, compresi nelle Province di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta ed Enna. In particolare, si tratta di appartamenti da destinare all’emergenza abitativa e terreni da destinare per finalità sociali. La provincia di Messina si distingue per il maggior numero di beni confiscati, ben 152 di cui 90 immobili presenti nell’intero lotto 7 del complesso turistico di Portorosa nel comune di Furnari. Si tratta di 31 unità immobiliari, di 57 posti macchina ed altre aree urbanizzate confiscati a Giovanni Costa, pregiudicato palermitano arrestato nel 2013 a Santo Domingo dove trascorreva una dorata latitanza dopo aver ‘ripulito’ i proventi di attività di affiliati a ‘Cosa Nostra’ attraverso una truffa finanziaria. Il sindaco Mario Foti annuncia che i beni verranno volturati in favore del Comune di Furnari e faranno parte del suo patrimonio indisponibile. L’ Amministrazione Comunale valuterà come meglio utilizzare questo patrimonio immobiliare – afferma il sindaco – ma sicuramente verrà destinato ad attività a servizio del territorio, per attuare opportune politiche di promozione sociale, culturale, ambientale, della legalità e della sicurezza, creando opportunità di sviluppo e di lavoro, per combattere il disagio sociale, l’emarginazione e la disoccupazione”. Appartenevano allo stesso Giovanni Costa 9 unità immobiliari all’interno del residence Vulcano Blu, nell’isola di Vulcano.
Al Comune di Messina sono stati assegnati complessivamente 18 beni di cui 10 di proprietà di Michelangelo Alfano, l’ imprenditore di Bagheria vicino a Cosa Nostra, morto suicida a Messina nel 2005. Al Comune di Rometta sono stati assegnati 34 beni immobili tra fabbricati rurali e appezzamenti di terreno appartenuti a Santo Sfameni, referente della mafia catanese e palermitana per la provincia di Messina.
Infine, al comune di Naso è stata assegnata una unità immobiliare di contrada Rupila, appartenuta a Francesco Cannizzo.