Intossicazione da ostriche, assolto titolare di una pescheria

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Assolto per non aver commesso il fatto. Santino Spinella, 68 anni, titolare di una pescheria di Patti, non è responsabile della morte della signora, Sapienza Tarsia, il cui decesso avvenne il 25 gennaio 2010 all’ospedale di Patti. Così ha deciso il giudice monocratico del tribunale di Patti, Maria Pina Lazzara. Per Spinella, difeso dall’avvocato, Guglielmo D’Anna, è la fine di un incubo. Tutto cominciò alla vigilia del Natale 2009, per la festa di compleanno della signora Tarsia. Per quell’occasione, durante la quale festeggiava i novantanni, i familiari acquistarono le ostriche alla pescheria di Santino Spinella. A cena, la signora mangiò un’ostrica e pastina in bianco. Dopo due giorni, la signora e una nipote avvertirono malori; la prima fu ricoverata all’ospedale “Barone Romeo”, la seconda presentò una denuncia per lesioni colpose e poi un secondo esposto, dopo la morte della nonna. Di seguito il procuratore della repubblica di Patti, Rosa Raffa, diede incarico alla dottoressa, Francesca Trio, perchè effettuasse l’autopsia; dall’esito dell’esame si evinse che il decesso sarebbe stato determinato da ingestione delle ostriche. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo ed il processo disposto dal gup del tribunale di Patti, Onofrio Laudadio. I familiari della donna si sono costituiti parte civile con l’avvocato, Fortunatina Giufrè. Nel dibattimento, in cui si confrontarono anche i consulenti del pm, Francesca Trio e della difesa, Caterina Fabiano, è risultata decisiva una nuova perizia disposta dal giudice; è stato incaricato il dottor, Giovanni Crisafulli, perchè identificasse le cause della morte. Ed il perito ha chiarito tra l’altro che non è possibile stabilire da quale alimento abbia avuto origine lo stato tossico; per quanto sia pacifico che i più indiziati siano i molluschi vivi, tuttavia non si può escludere la presenza di altri alimenti inquinati, come insalate o altre pietanze contaminate. Lo stesso perito, poi, ha escluso la responsabilità dei medici dell’ospedale di Patti – che non sono stati indagati in questa vicenda – le cui cure sono state giudicate corrette. Nelle discussioni finali, il pm, così come il difensore dell’imputato, aveva richiesto l’assoluzione. In sentenza il giudice, Mara Pina Lazzara, ha disposto l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”, scagionando Spinella da ogni accusa.