Home Giudiziaria Compravendita minore, decade l'accusa di riduzione in schiavitù. Chiuse le indagini

Compravendita minore, decade l’accusa di riduzione in schiavitù. Chiuse le indagini

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Decade il reato più grave di riduzione in schiavitù, così come aveva già sentenziato il Tribunale del Riesame di Messina ed assume così contorni meno pesanti sotto il profilo penale l’inchiesta  “Copil” che nel maggio scorso portò all’emissione di 10 provvedimenti cautelari per la presunta compravendita di un minore romeno ad una coppia di Castell’Umberto. Una vicenda intricata, con sullo sfondo una donna non rassegnatasi all’idea di non poter avere un altro figlio ed un serie di personaggi che, in cambio di denaro, avrebbero orchestrato false nascite e persino falsi funerali.
Una storia che fece discutere i media di tutta Italia, quella che adesso arriva alla conclusione delle indagini con l’emissione degli avvisi di garanzia nei confronti di di Calogero Conti Nibali e la moglie Lorella Conti Nibali a lungo residenti in Svizzera e che avrebbero cercato di compare un minore romeno. Poi Bianca Capillo ed Ugo Ciampi di Messina, Aldo Galati Rando di Tortorici, Silvana Genovese di Messina, Nadia Gibbin di Messina, Vincenzo Nibali di Castell’Umberto, Maurizio Lucà, Tindaro Calderone, Pietro Sparacino Sebastiano Russo di Messina. Placido Villari di Rometta, Franco Galati Rando di Tortorici, Vito Calianno di Fasano e la romena Julieta Radulescu.

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