Home Cronaca "Patti&Affari", discussi al Riesame i ricorsi di Zeus e della Procura.

“Patti&Affari”, discussi al Riesame i ricorsi di Zeus e della Procura.

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Si sono discussi al tribunale del Riesame di Messina i ricorsi ancora pendenti riguardo l’operazione “Patti&Affari”, che lo scorso 19 agosto portò all’emissione di 7 provvedimenti cautelari nell’ambito dell’inchiesta che fece luce sul sistema di affidamento degli appalti per i servizi sociali nel distretto socio sanitario D30. Dopo la precedente pronuncia che aveva annullato l’ordinanza cautelare a carico di Michele Cappadona, Giuseppe Pizzo, Giuseppe Busacca e Salvatore Colonna, tutti rimessi in libertà, i giudici del Riesame hanno esaminato ieri il ricorso proposto dall’avvocato Salvatore Cipriano per conto di Carmelo Zeus, funzionario del comune di Piraino, sospeso dalle funzioni per otto mesi, e quelli proposti dalla Procura stessa. La pubblica accusa si era infatti appellata al riesame per chiedere l’applicazione delle misure cautelari che il Gip Ines Rigoli non aveva invece ritenuto di disporre nelle forme chieste dal procuratore capo Rosa Raffa e dal sostituto Rosanna Casabona. L’accusa, all’esito delle indagini condotte dalla Polizia di Patti e dagli uomini della giudiziaria, aveva chiesto tra le altre di disporre il divieto di dimora nei confronti dei sindaci di Patti e Librizzi, Mauro Aquino e Renato Cilona, e dell’assessore pattese Nicola Molica. Dopo la discussione da parte del pubblico ministero Casabona e la presentazione delle memorie difensive degli avvocati delle parti, i giudici si sono ritirati per la decisione le cui motivazioni saranno poi pubblicate entro 45 giorni. Nelle prossime ore si conoscerà quindi anche l’esito del ricorso proposto da Zeus mentre l’udienza per la posizione di Luciana Panissidi, dipendente del comune di Patti sospesa per otto mesi, è in calendario per il prossimo 5 ottobre. Già dal primo passaggio al Riesame, l’impianto accusatorio dell’inchiesta “Patti&Affari” uscì in qualche modo ridimensionato.  Secondo i giudici, infatti, oltre al venir meno delle esigenze restrittive nei confronti dei soggetti agli arresti domiciliari, vennero a cadere, in ottica cautelare, le ipotesi accusatorie riguardo al reato associativo ed alla frode in pubbliche forniture, mentre furono attenuate le esigenze cautelari riguardo l’ipotesi di turbativa d’asta.

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