Scatta l’ora dell’agricoltura sociale

196
senior woman planting a tomato seedling

Occupazione dei lavoratori con disabilità, attività sociali per le comunità locali, supporto alle terapie mediche o riabilitative, progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare: sono le finalità dell’agricoltura sociale, al centro di una nuova legge che fissa le regole relative a operatori del settore, esercizio dell’attività e interventi di sostegno. Si tratta della legge 141/2015, approvata lo scorso mese di agosto e pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’8 settembre, in vigore da ieri, 23 settembre. Con la nuova legge viene introdotta la definizione di agricoltura sociale e in questo ambito rientrano le attività che prevedono: l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità o svantaggiati; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante; iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche. I requisiti minimi richiesti per le attività saranno dettagliati in un apposito decreto ministeriale, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge (e quindi entro il 23 novembre). Entro sei mesi dall’entrata, le Regioni dovranno adeguare le normative per il riconoscimento degli operatori del settore, prevedendo un riconoscimento provvisorio per coloro che svolgono l’attività di agricoltura  sociale da almeno due anni e fissando un termine di almeno un anno per l’eventuale adeguamento ai requisiti richiesti per l’abilitazione definitiva. Le Regioni, inoltre, nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale. Previste anche specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale: priorità per le forniture nelle mense scolastiche e ospedaliere, iniziative comunali, e priorità nella vendita o locazione di terreni demaniali agricoli.