Furnari, “Agorà” all’attacco sulla vicenda della discarica di Mazzarrà

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Le criticità della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea sono state, sono e saranno argomento di dibattito politico. Soprattutto oggi alla vigilia della campagna elettorale. Ad alzare ancora il tiro sul sito di contrada Zuppà è il movimento “Agorà”, che passa dai complimenti per l’operazione “Riciclo” ai vari passaggi che hanno portato al sequestro del sito. “Stupisce l’attività mediatica di millantazione di meriti che non si hanno attraverso le esternazioni e i proclami di cui si è reso protagonista il sindaco di Furnari, Mario Foti” attaccano i rappresentanti del nuovo sodalizio furnarese. Nella loro rivisitazione storica, hanno ricordato come l’inchiesta fu sollecitata dall’ex assessore regionale, Nicolò Marino, che convocò poi una conferenza di servizio, alla quale intervenne anche il comune di Furnari che diede parere negativo al rinnovo delle autorizzazioni, quello fu l’inizio della fine della discarica, che portò alla chiusura. Di seguito i carabinieri del Noe accertarono fenomeni di instabilità dell’invaso e nell’ottobre 2014 fu ordinato alla Tirreno Ambiente di presentare un progetto di chiusura e di messa in sicurezza. Il sequestro fu disposto il 3 novembre successivo. Per “Agorà” il voler essere come una sorta di cavaliere della giustizia sfregia l’operato della magistratura, delle forze dell’ordine le cui iniziative hanno avuto un ruolo dirompente e decisivo nella definitiva chiusura dell’invaso. Per l’associazione la società mista non va commissariata ma sciolta e chiude con una domanda: perché la continua richiesta di commissariamento? Forse perché qualcuno vuole inserirsi nella gestione dell’invaso?